I CAMUNI
I CAMUNI
I Camuni non hanno lasciato cronache.
Non hanno scritto la loro storia.
L’hanno incisa.
E forse per questo, più di altri, sono arrivati fino a noi.
I Camuni abitavano la Val Camonica, un lungo corridoio alpino nell’attuale Lombardia orientale.
Una valle attraversabile, ma protetta, capace di conservare ciò che vi veniva lasciato.
Qui il tempo non ha cancellato tutto.
Ha stratificato.
Non conosciamo una lingua camuna documentata.
Non abbiamo testi, leggi, racconti.
Ma abbiamo qualcosa di più raro:
migliaia di incisioni rupestri, realizzate su roccia nell’arco di secoli.
Figure umane, animali, simboli, scene di vita quotidiana, segni ripetuti.
Non decorazioni.
Messaggi.
I Camuni non costruirono grandi città monumentali.
Non lasciarono templi imponenti.
Scelsero la roccia, il luogo permanente, immobile.
Come se sapessero che tutto il resto sarebbe potuto sparire.
Le incisioni non raccontano una storia lineare.
Raccontano un modo di vedere il mondo.
Le incisioni camune coprono un arco temporale vastissimo.
Generazioni che incidono sulle stesse superfici, tornando sugli stessi segni.
Non c’è rottura netta.
C’è continuità.
Questo rende i Camuni diversi da molti altri popoli scomparsi:
non svaniscono all’improvviso, ma si trasformano lasciando tracce leggibili.
Quando Roma arriva nella valle, i Camuni non vengono distrutti.
Vengono integrati.
Il territorio viene riorganizzato, le vie sistemate, l’amministrazione romana si sovrappone.
Ma le rocce restano.
Roma passa sopra.
I segni restano sotto.
I Camuni non rientrano nel racconto classico:
non grandi guerre
non grandi città
non grandi nomi
Eppure hanno lasciato una delle più vaste testimonianze simboliche d’Europa.
Il problema è che non parlano la lingua della storia scritta.
E la storia tende a ricordare solo ciò che può citare.
Resta una valle incisa.
Resta una memoria visiva che attraversa millenni.
Resta un popolo che ha affidato la propria identità non ai testi, ma ai gesti.
Ogni segno è una presenza.
Ogni incisione è una voce senza suono.
I Camuni ci ricordano che non tutto ciò che conta viene scritto.
Che esistono civiltà che comunicano senza parole, ma che per questo non sono meno complesse.
In un mondo ossessionato dall’archiviazione digitale,
i Camuni ci hanno lasciato un archivio inciso nella pietra.
E funziona ancora.
Misteri Dimenticati
Popoli italiani scomparsi